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2006/7/8 Fiuuuu... Il trasloco (quello verso il nuovo blog, pinkcoffee.splinder.com) volge al termine. Più lungo e faticoso del previsto, ok. Ma ci siamo quasi. Fra pochi giorni avrò trasferito tutti i vecchi link e contatti - e ho notato con molto piacere che molti dei vecchi visitatori continuano a seguirmi! Dopo le vacanze provvederò anche all'"arredamento"... 
Ma la domanda cruciale è: che ne sarà di questo blog? Certo, la nuova piattaforma permette un sacco di manovre che qui mi sono precluse. Ed è anche più agile, bisogna ammetterlo. Però PinkCoffee - version 1.0 è pur sempre il primo! Non lo si può uccidere così, su due piedi...
Ebbene. Ci ho pensato un po'. E alla fine ho deciso. Circa un mese fa ho abbandonato MSN Spaces a causa di alcuni difettucci che tutti conosciamo. Ora però lo riciclo, approfittando invece dei suoi pregi (una questione, come dire... beceramente "quantitativa". Ma chissenefrega!).
L'esperimento è semplice. PinkCoffee è piaciuto a molte persone, qui in Italia. Perchè non dovrebbe piacere anche all'estero? E quindi questo blog rimarrà assolutamente attivo. Ma, a partire dal prossimo post, avrà un profilo più cosmopolita, e sarà scritto in inglese!
... e vediamo cosa succederà 
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Coming soon, on this website, the English version of PinkCoffee. In tip of feet... because of heels! The Italian version of this blog has moved away. And, from next post, this one is going to be international...
So... I hope to meet you here, wherever you live
Gisella 2006/6/24 Ho già sparso la voce qua e là. Ma dò ugualmente l'annuncio ufficiale: sto lentamente migrando verso nuovi lidi. Ammetto che un po' mi spiace, è vero... ma credo che passare a una piattaforma più funzionale e completa sia, tutto sommato, una buona scelta!
Nel frattempo, mentre finisco di sistemare i dettagli del nuovo spazio (il primo post è già stato pubblicato!), approfitto per festeggiare... il compleanno del caro vecchio blog! (Applausi, please!)
Sarebbe una bella occasione per andare a ripescare tra la rumenta degli scorsi mesi. E, in effetti, è proprio quello che ho fatto in questi giorni ... Ma non c'è problema: PinkCoffee versione 1.0 rimarrà aperto, per ora. Anche se io continuerò a scrivere altrove!
Ricordatevi di aggiornare l'indirizzo nei vostri elenchi di contatti. E, sopratutto, non vi dimenticate di me! Il nuovo indirizzo è:
A presto, allora!
Gisella 2006/6/10 Ora. Non è che voglio fare quella che ripete sempre le stesse cose. Che le minestre riscaldate non piacciono a nessuno. Il fatto è che l'ho vista di nuovo. La "zebra", intendo. Quella che ha dato origine al mito, al tormentone e a tutto il resto.
Ero di nuovo a una cena pseudomondana. Di questi tempi le cene pseudomondane si sprecano, a quanto pare. Ero ormai arrivata al dolce, quando mi sono accorta della sua presenza. Non poteva assolutamente fare a meno di zampettare da un capo all'altro della sala. Seguita dal plastico fidanzato cavalier servente.
Vestita esattamente come la volta precedente. Con la stessa maglia animalier, lo stesso pantalone, le stesse scarpe. E perfino la stessa anitpatica borsetta. (Ma non era sconveniente andare alle cene pseudomondane abbigliate sempre allo stesso modo? Mah, se non lo sa lei...)
Purtroppo non era seduta al mio tavolo. Non avete idea di quanto mi sarebbe piaciuto origliare di nuovo i suoi discorsi!
Tale idilliaco incontro mi ha riportato alla mente alcune vicende della mia infanzia. Di quelle che - come il buon vecchio Freud teorizzò a suo tempo - una volta cresciuti, si rimuovono. Di quelle che restano lì, sepolte nelle pieghe dell'inconscio, per decenni. E poi, all'improvviso, tac. Rispuntano, non si sa bene come.
La mia prima vera nemica. Quella delle elementari. Ecco. E io, illusa, che credevo di essermene sbarazzata per sempre! La chiamerò Titty. Non per motivi di privacy, ci mancherebbe altro. Solo perchè pronunciare il suo vero nome mi provoca effetti inconsulti.
Al terzo giorno della prima elementare l'avevo già inquadrata. Ero una mostriciattola tappa di un metro e dieci, ma il mio scanner naturale era già moooolto sviluppato. L'istinto di sopravvivenza è l'istinto di sopravvivenza. Anche (e soprattutto!) a sei anni.
Titty era altissima (io... ehm, lasciamo stare!). Titty era sempre abbronzata (io, invece, sono sempre stata la classica mozzarella nordica). Titty era velocissima (io ci mettevo mezz'ora anche per divorare il Kinder quotidiano). Titty prendeva sempre 10 (specialmente quando io prendevo 9 e tre quarti). Titty giocava a palla prigioniera meglio dei maschi (io, semplicemente, avrei abolito qualsiasi gioco dove ci fosse una palla).
... e avrei dovuto stare lì, buona & tranquilla?!?!? Ma neanche per sogno! Per fortuna eravamo entrambe troppo giovani per rubarci i fidanzati a vicenda. Però, la tentazione di spremere "casualmente" un tubetto di tempera marrone a 2 millimetri dalla sua manica... immaginate che soddisfazione! 2006/6/4 In temporanea mancanza di nuovi post, avviso i gentili lettori che una mia segnalazione è stata pubblicata sul celeberrimo blog delle Malvestite: leggete qui!
In più, la novità. Sto collaborando con un simpatico magazine online, www.telegiornaliste.com. Il primo articolo (very cultural) che ho scritto per loro lo trovate qui...
Buona settimana a tutti!
Gisella 2006/5/24 Confesso che, in questo momento, aggiornare il blog dovrebbe essere l'ultima delle mie priorità. Con il chapter one della tesi da terminare inderogabilmente per venerdì, gli articoli da "cucinare" e un copione teatrale da ristudiare per la trecentesima volta (eh sì... mi sia concesso almeno questo svago!). Tutto lì. In sospeso. Sulla mia testa. Come il supplizio di Tantalo.
Però non posso fare a meno di ragguagliare tutti sugli ultimi, improbabili - nonchè MIEI - fatti. Cinque minuti. Poi torno ai miei paper accademici (perdonatemi, please, se latito in questi giorni... avrò tempo per rimediare dopo).
Scenario 1
La famigerata sindrome del pubblicitario
Parlare con il mio boy è assolutamente piacevole. Davvero. Anche se, a volte, a sentire i nostri discorsi, si potrebbe pensare che siamo appena usciti da un film di Tarantino. Io ho la deformazione professionale della giornalista. Lui quella del pubblicitario. Io estrapolo titoli da scoop su ogni inezia dal boy pronunciata. Lui, invece, crede che io sia una miniera di ispirazione per nuovi & adorabili slogan pubblicitari.
Durante l'ultima telefonata, ho esternato la mia ineffabile teoria. "E' che tu hai la sindrome del pubblicitario. Ogni volta che proferisco parola, parti in quarta. 'Ehi! Ma questa è buona per uno spot! Geniale! Aspetta che me lo segno sulla carta igienica...'". Ok. No comment. E' che siamo fatti un po' così.
Scenario 2
Questioni da Dott. Ing.
Come dice mio papà, fare l'ingegnere, talora, può avere perfino dei risvolti interessanti.
Infatti. Basta considerare la sua ultima sfida professionale. Deve far stare in piedi un pilastro portante con un incavo (tipo groviera, per intenderci) ad altezza uomo. E sapete perchè? Perchè, vicino a quel pilastro, il cliente deve metterci una macchina industriale. E l'operaio che manovra quella macchina ha la pancia da birra. Sporgente, proprio così. Quindi serve un "buco" per far passare la massa addominale di quel cristiano. E' la verità. Giuro su quell'infame del mio gatto.
Scenario 3
Abbiamo un ospite a Torino
Premetto che l'individuo è conosciuto perfino nel mezzo dell'Africa Nera. Gli ultimi volontari che sono stati in Tanzania sono stati accolti con la seguente domanda: "E dite. Come sta Berlusconi? Muahahahah!!!!". Che dire... ce lo invidiano proprio tutti!
Ebbene. Oggi EGLI è qui. Si vocifera che farà una salubre passeggiata "antiChaimparino" per le vie di Turìn. Dopo il comizio. Cose che accadono solo in campagna elettorale, nèèèè!
(Occhio ai pomodori, Berlusca!)

2006/5/15 E' perfettamente inutile illudersi. Le persone non sono discrete. La selezione naturale - come insegna il buon Darwin - alla fine, ha dato ragione alla specie dei curiosi. Perciò rassegnamoci. Anche perchè, in fin dei conti, siamo tutti dannatamente uguali. Ficcanaso cronici, nalla migliore delle ipotesi.
E alzi la mano chi non si è mai lasciato coinvolgere da un gossip indiscreto. Indipendentemente dal fatto che riguardasse un qualche "vipparolo" di varia provenienza o quella sottospecie di Paris Hilton dei poveri che vive nell'appartamento a fianco. E si faccia avanti chi è sicuro - ma proprio sicuro! - di non essersi mai impicciato di qualche amenità che esulasse del tutto dalle proprie competenze.
Che poi, diciamoci la verità. Non è che l'indiscrezione si presenta sempre e comunque sotto forma di portinaia o di paparazzo. Anzi. Quelle sono le categorie più innocue. Ci metto la mano sul fuoco.
La verità è che il curioso D.O.C. non è quello che si fa notare per la sua invadenza. No. La minaccia alla privacy più insidiosa viene dal quotidiano. La più abile spia potrebbe essere proprio la vecchia zia che è passata a trovarti a Natale. O la fidanzata zebra del tuo migliore amico. O il nuovo commesso figo del supermercato.
Un esempio. Avete presente "Come farsi lasciare in 10 giorni"? C'è una scena in cui viene smascherata una delle piccole manie in cui tutti, presto o tardi, inesorabilmente cadiamo. Nella sequenza incriminata, vediamo Kate Hudson che entra per la prima volta nel bagno del nuovo & ignaro boy. E cosa fa, tanto per cominciare? Che domande... apre il mobiletto vicino al lavandino (e ci fruga dentro, of course)!
Ed eccoci quindi alla questione cruciale. Ma quante cose interessanti si possono trovare negli armadietti dei bagni altrui? (Non voglio, e ripeto, NON VOGLIO leggere commenti pseudo-scandalizzati, del tipo: "Noooo! Ma io sono una persona perbene... non guardo nei cassetti altrui!" Quando si tratta di 'dare un'occhiata' per caso, non esistono persone perbene).
Ed è qui che sfido tutti a confessare. Perchè è ovvio. Nel bagno, solitamente, ci si entra da soli. E si chiude la porta a doppia mandata. Chi può controllare i nostri movimenti, in questi idilliaci momenti? Nessuno, grazie al cielo. Neanche il padrone di casa. E, quando il suddetto padrone di casa ha il lavandino circondato da innumerevoli & ordinatissimi armadietti... beh, la tentazione di vedere cosa c'è dentro si fa sentire. Almeno un po'.
Ci sono bagni che predispongono particolarmente a operazioni di spionaggio più o meno approfondite. E la colpa è del proprietario, non certo del visitatore curioso.
Il mio armadietto preferito, ad esempio, è quello del bagno di un mio amico. Per la precisione, quello dove sua madre tiene creme, profumi & prodottini vari. E il motivo è semplice. Quella donna non ha MAI un pelo fuori posto. MAI una doppia punta ribelle. MAI un foruncolo improvviso. MAI una ruga. E io sono convinta che il segreto di cotanta perfezione sia nascosto nell'armadietto del bagno. E allora DEVO frugare. E' più forte di me. Ecco tutto.
Ovviamente, ci sono moltissimi altri armadietti interessanti. Come quello di mia zia. Mia zia usa delle acque di Colonia che non si trovano più da almeno vent'anni. Però lei le comprerà ben da qualche parte! Vorrei tanto sapere dove...
E poi, ricordo gli armadietti di quel pupazzo del mio ex. Erano pieni di Cleenex. Ne aveva sempre due scatole iniziate, tre di riserva e altre sei o sette immagazzinate nel ripiano più in alto. Sono passati un bel po' di anni dall'ultima volta che ho messo piede in quel bagno. Eppure ogni tanto mi balena in testa la domanda cruciale. Ma che cavolo ci fa, con tutti quei Cleenex? Li alleva?
Quella Bridget Jones della mia amica, invece, colleziona bagnoschiuma di Sephora. Possibilmente al cioccolato o alla papaya. Poi, nel 90% dei casi non li usa. Perchè danno un odore strano, dice lei. In compenso, il suo armadietto del bagno è fantastico. Il paese dei balocchi. Giuro.
Mia cugina (una delle tante...) non ha nessun mobiletto. O meglio. Ce l'ha, ma non lo usa. Tiene tutti i trucchi in un portamatite traballante, vicino al lavandino. Quando vado a trovarla, passo delle mezz'ore in bagno. E' che, cercando di fare una stima delle sue ultime spesucce in profumeria... perdo la nozione del tempo!
La più particolare, però, è la toilette della redazione del giornale in cui scrivo. In cui non c'è nessun armadietto, in realtà. Però c'è un'enorme quanto inutile vasca da bagno. E, fino a prova contraria, nessuno usa la vasca da bagno in orario d'ufficio. Una volta sono passata di lì per raccattare dei numeri arretrati che mi servivano. E la segretaria mi ha gentilmente spedita alla toilette, dicendomi di cercare nello scaffale lungo la parete. Scaffale?!?! Non mi ricordavo di uno scaffale lungo la parete della toilette della redazione... e infatti. Lo scaffale c'era. Un bell'Ikea nuovo di zecca. Montato DENTRO l'enorme quanto inutile vasca da bagno. Con tutto l'archivio dei numeri arretrati, in perfetto ordine!
... quando si dice che uno ha il famigerato scheletro nell'armadietto! 2006/5/5 Non è umanamente possibile. Una girl di buona famiglia turinèisa non può neanche più andare a mangiare una crèpe in santa pace. Senza che giunga la solita zebra a rovinarle l'idilliaco momento. Cercando di soffiarle il lì presente fidanzato. Tanto per fare un esempio.
Ora. Non voglio passare per quella che non sono. Cioè per una gelosa patologica (nonsonogelosanonsonogelosaaa!).
Però. Tutti sanno che riesco sempre a trovare una nemica. Ovunque. Se
poi la prima squinzia che passa si mette anche a lumacheggiare col MIO boy. Al MIO cospetto, per giunta. Beh, allora la sua brava Denominazione-di-Origine-Controllata™ se la merita proprio tutta. Zebra D.O.C.. Con zoccoli, strisce & tutto il resto!
Sanissimo week-end al mare.
Peraltro ampiamente disapprovato dal mio capo (Che è il primo di
maggio. E che il primo di maggio si lavora. Eccheccavolo!). A un certo
punto, decido che mi è venuta fame. Di crèpe alla Nutella. Per essere precisa.
Conscio della metamorfosi che il mio carattere subisce quando decido che HO FAME, il boy si convince che è cosa iusta et pia
procurare immediatamente del cibo. Perchè sarà anche vero che le mie
abitudini alimentari sono alquanto particolari. Ma è anche assodato
che, sulle mie abitudini alimentari, non si discute. Punto.
Poco dopo. Comodamente seduta al mio tavolino, sono impegnatissima ad addentare l'abbontante & burroso cibo. Il boy,
nel frattempo, disegna l'Incredibile Hulk su una tovaglietta di carta.
E' infatti sua abitudine omaggiare di un disegno-fumetto tutti i
ristoratori che riescono a farmi stare zitta. Per qualche minuto,
almeno.
Improvvisamente, un fastidioso ronzìo. Che si trasforma presto in una specie di discorso.
"NON CAPISCO PERCHE', MA CON GLI UOMINI E' SEMPRE LA STESSA STORIAAA!"
(Certo, fanciulla del tavolo dietro. Ti
abbiamo sentita forte & chiaro - soprattutto "forte". Tutto il
locale ti ha sentita.)
"COSACOSACOSAAAA?"
(Ok. Ora abbiamo percepito anche la presenza delle tue amichette. E non è divertente.)
"MASSI'! CHE TUTTE LE VOLTE CHE MI PIACE UNO, E FINALMENTE - DOPO MESI - A VOLTE MI SALUTA PERFINO..."
(Ora ti abbiamo anche vista in faccia. E abbiamo capito un sacco di cose. Ripeto. Un sacco.)
"SISISI', DAI, RACCONTAAAA!!!"
(Passatemi una ciabatta, please. Che devo sopprimere le amichette.)
"BEH... VA SEMPRE A FINIRE CHE LUI SI SPOSA UN'ALTRA. E IMPROVVISAMENTE SMETTE DI SALUTARMIIII!!!"
(Ma và?!?! Muahahahah!!!!!)
"MA NOOO! MA DAIIII!!!!"
(Cielo. Le amichette. Ancora loro. Dov'è l'interruttore, così le spengo?)
"E' CHE SONO PROPRIO INFAMI, GLI UOMINI..."
(Se lo dici tu... per carità!)
Io alzo gli occhi dalla crèpe. Il boy
alza gli occhi dall'Incredibile Hulk. Ci guardiamo. Emettiamo una
specie di sghignazzo. E decidiamo che è ora di andare a saldare il
conto.
Il boy paga la sua parte, e
consegna al simpatico ristoratore l'Incredibile Hulk. Il ristoratore,
tutto felice, gli chiede di segnare a lato l'indirizzo del suo blog. Il boy prende una penna. Si appoggia su un tavolino. E si appresta a scrivere.
Io mi metto a frugare in borsa. Trovo il portafoglio e tiro fuori un po' di euro. Ma appena mi volto....
TRADIMENTO!
La tizia orrida del tavolo dietro, in compagnia delle sue tre amichette, sta assediando il MIO boy! (Per la serie. "Uaoooo! L'Incredibile Hulk! Ma cosa fai, il designer????"). ZEBRE!
Mentre il boy mi lancia inequivocabili occhiate da mayday,
io mi avvicino con la tipica finta faccia giuliva. Ma sbattendo i
tacchi sul pavimento. Improvvisamente, le zebre si accorgono che gli
stiletti possono fare molto male. Le fidanzate incavolate pure. E
sciamano silenziosamente verso la cassa. Mentre io canto vittoria.
Ecco. Credo che adesso tutte abbiano capito esattamente quello che devono fare. Per essere sicure di restare zitelle. 2006/4/22 DOMANDA ESISTENZIALE ... (o qualcosa del genere) ...
Sono fuggita a Monaco di Baviera. Senza preavviso. O quasi. Inneggiando alle molteplici risorse low-cost che Internet propone. E ai litroni di birra che presto avrei ingurgitato. E ai cibi ipercalorici. E allo shopping.
(Ai biondi tedeschi, no. Non che li sottovaluti. Non sia mai. Diciamo che ero più concentrata sul mio italianissimo boy! )
Avevo giusto avvisato la family. E la mia collega, con cui ho condotto per mesi & mesi la lotta per la conquista dell'agognato "tesserino".
(In realtà, il mio capo è riuscito a scovarmi lo stesso. Ovviamente. Peccato che opporsi alla timetable degli aerei sarebbe stato troppo. Anche per lui).
Seppur conscia del fatto che infoiarsi nel mezzo della Crante Cermania, al fine di gozzovigliare liberamente & lontana da occhi indiscreti, non è il modo migliore per trovare - finalmente! - un lavoro degno di questo nome. Seppur conscia del fatto che, talvolta, qualche giornale cerca PERFINO dei nuovi collaboratori.
(Ma anche consapevole di una profonda verità. Perchè una cosa è certa. A nessun redattore capo sano di mente verrebbe mai la malsana idea di cercare i suddetti candidati tra i tavoli dell'Hofbrauhaus).
E sia. Sono riuscita a mettere da parte, per qualche giorno, la mia indole ostinatamente stakanovista. E non ho neanche avuto bisogno di un life coach esperto di training autogeno. Nè di autosegregarmi in una qualche stazione termale lontano da tutti e da tutto.
(I megapiatti di wurstel & crauti sono moooolto più rilassanti dei fanghetti e del cibo macrobiotico. Checchè se ne dica).
Il mio problema è che, quando viaggio, comincio a subire dei lenti processi di metamorfosi (e chi ha letto il resoconto del mio viaggio in Africa, lo sa). Fino ad autoassimilarmi completamente con la popolazione del luogo in cui vado. Poi torno a Torino, e questi piccoli effetti collaterali scompaiono in poche ore. Ma nel frattempo...
(Ok. Lo ammetto. I panni della contadinozza bavarese mi donavano molto. Per l'occasione, avevo anche messo su un paio di chili!)
Ed ora. Dopo aver degnamente santificato la Pasqua. Rieccomi qui, alla tastiera del computer. Sperando che i criceti Frankestein, laggiù nel processore, non mi abbandonino proprio ora. Navigo su Internet. Un po' studio. Ma solo un po'. Poi stacco. E vado a lavare i piatti. A fare la spesa. A dare da mangiare al gatto. Rispondo alle telefonate del capo. O le dribblo, se sono all'happy hour.
(In parole povere. La Lynette Scavo "de' noantri" è tornata. Un po' più in carriera e un po' meno in famiglia. Almeno, questo è quello che si auspica).
Ma la domanda cruciale è una & una sola. Non è che, mentre mi crogiolavo tranquillamente nella lifestyle "made in Germany", tutti i posti liberi da giornalista freelance sono stati occupati?
2006/4/9 Ok. Anche l'orrida incombenza elettorale è stata portata a termine. Speriamo di non aver causato troppi danni. E con questo, chiudo l'argomento.
E ne apro uno molto più gradevole. Perchè non mi sono mai sentita tanto produttiva quanto in questi ultimi giorni. E devo ammettere che... sì. E' proprio una bella sensazione! L'altra mattina, a quanto pare, sfoggiavo una faccia veramente soddisfatta. Se ne è accorto perfino quello yeti del mio vicino di casa. Ha salutato senza grugnire. Sta facendo progressi. Non c'è che dire!
(Confesso che vorrei tanto sapere per chi ha votato. Il mio vicino di casa. Ma questa è un'altra storia!).
In realtà credo che dietro a questa improvvisa & immotivata (e assolutamente momentanea, suppongo) metamorfosi di costui ci sia una sottile ragione. E cioè, il fatto che io - stranamente - sia stata tranquilla, buona e silenziosa per almeno dieci giorni.
Ora. Lui, probabilmente, crede di aver vinto. Di essere riuscito a impedirmi di rompergli le cossidette. Ovviamente si sbaglia.
E' solo che stavo studiando. Meglio tardi che mai. Ho passato un bel po' di ore (giorno, notte, feriali, festivi, eccetera) attaccata al PC. Quello coi criceti Frankestein, per la precisione. Alla fine avevo gli occhi che si incrociavano. Però leggevo il codice Matrix meglio di Neo. Il boy può testimoniare. Lui mi parlava in italiano, e io rispondevo in binario.
(Ok. Ero veramente odiosa. Ne sono consapevole, questo è l'importante).
In any case. Il mio studio matto & disperatissimo ha dato i suoi frutti. HO DATO L'ULTIMO ESAME ALL'UNIVERSITA'. Un'esperienza veramente catartica! Sono perfino uscita dall'aula saltellando. Seguita dallo sguardo esterrefatto dell'ignaro prof.
Ma la mia mattinata era appena iniziata. Il bello doveva ancora venire. Infatti, mezz'ora più tardi, ero nella segreteria dell'Ordine dei Giornalisti. Dove, lottando strenuamente contro la burocrazia e i relativi annessi & connessi, sono finalmente riuscita a chiudere alcune pratiche di vitale importanza. Quelle fantomatiche iniziate prima di Natale. Quelle che mi avevano condotta al cospetto del "supergiornalista" con la suoneria degli usignoli.
Il felice epilogo della vicenda è che, finalmente, hanno accettato la mia domanda di iscrizione all'Albo. Con tanto di lettera di congratulazioni e tutto il resto. E ORA SONO GIORNALISTA PER DAVVERO! Perfino quasi contenta di andare a rimpinguare le file del già ampio mondo del precariato lavorativo. C'è del paradossale in tutto ciò. Ma tant'è.
(Per la serie. Mi godo il mio bravo tesserino. Per il momento. Fino a quando non deciderò di inviare qualche curriculum in giro).
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L'altra faccia della medaglia è che venerdì pomeriggio ero stremata. Non so se rendo l'idea.
Così ho fatto un salto in libreria. Trovo che lo shopping "librario" sia rilassante. La verità è che è l'unico che non risveglia i sensi di colpa causati dal caro euro. Chè, alla fine, i soldi li ho spesi in cultura. Mica pizza & fichi, nèèè!
Per l'appunto. Ho passato mezz'ora a valutare se comprare "Il ritratto di Dorian Grey" o il becero libro della Geppy Cucciari di Zelig. Alla fine ho optato per il secondo.
Come dire. Viva la cultura! 2006/3/28 ... per la serie: "I posti più strani in cui fare "outing".
... e io mi domando e chiedo. Ma perché certe situazioni piovono sempre in testa alla sottoscritta? Sono a teatro. Di fianco a me, un tizio sta facendo "outing". Cecchipaonianamente parlando. A voce alta. Immaginate la scena. Surreale.
(messaggio inviato via mail, in tempo reale)
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Ulteriore commento del giorno dopo
Nulla in contrario, ovviamente. Immaginate solo la scena. La sottoscritta placidamente seduta sulla sua sacrosanta sedia. Con un sacrosanto comunicato stampa sotto gli occhi.
(Faccio finta di lavorare, in realtà è il sonno che incombe).
A un certo punto, vengo risvegliata da questa voce a volume da megafono. Che proviene dalla sedia di fianco alla mia. Il tizio sta parlando col suo boy, anche lui lì nei pressi. "... e quando dissi alla signora che sono gay, bla bla bla bla!".
(Notare che il tizio ciaccolava ininterrottamente da ORE, a proposito degli argomenti più improbabili).
Tutto il teatro (circa 400 piemontèis "vecchia maniera") si gira con aria esterrefatta. Quando alzo la testa, mi trovo davanti a 400 paia di occhi puntati nella mia direzione. URGH! 2006/3/20 Questa volta è proprio necessario. Ebbene sì, ho deciso di portarmi il lavoro a casa. Un po' di sani straordinari - non pagati, of course! - per il bene dei lettori.
(La verità è che io lavoro quasi sempre da casa, e benedetta sia la posta elettronica, e liberaci dallo spam & così sia).
Non è che ho avuto un improvviso attacco di stakanovismo acuto. Questo mai! E' che qui a Torino il periodo è caldo. E succedono cose. Molte cose. Quindi mi sento in dovere di uscire dalle pagine 10 & 11 del solito introvabile giornale. E di fornire le buone nuove in modo accessibile. Nonchè gratuito.
E' da qualche giorno che mi frulla in testa l'idea di questo nuovo spazio, dedicato agli appuntamenti imperdibili, ai luoghi cool e alle novità in cui vado spesso e volentieri a inciampare. Beh, finalmente ho trovato il tempo. Tra un articolo urgente e un colloquio col relatore.
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Prima puntata, allora. Parliamo di DANZA. Uno degli argomenti che hanno il potere di rendermi più logorroica del dovuto (oltre allo shopping & al gossip compulsivo con le amiche).
La scorsa settimana la mia mail è rimasta intasata a causa dell'eccessiva quantità di comunicati stampa che mi sono pervenuti. E, dopo una doverosa opera di smistamento, sono riuscita a selezionare tre "chicche". Di quelle che potrei consigliare ad occhi chiusi. O quasi, insomma...
Torino, Teatro Alfieri. Fino al 2 aprile.
Per chi ancora non li conoscesse. Sono un gruppo di ballerini/acrobati/illusionisti. Fondamentalmente, si dilettano a creare "cose" sul palcoscenico. In parole povere. Lo spettatore vede strane creature, piante, insettoni et similia che a mano a mano si formano dal nulla e cominciano a muoversi. Il fatto è che non si riesce bene a capire come facciano a mettere in moto tutto l'ambaradàn. E la cosa è mooooolto curiosa!
Per ora sono qui a Torino, ma sono previste altre tappe italiane:
- Genova, Teatro Politeama, 4-9 aprile.
- Gorizia, Teatro Verdi, 18-19 aprile.
- Pordenone, Teatro Verdi, 21-22 aprile.
- Assisi, Teatro Lyrick, 25-26 aprile.
- Bari, Teatro Piccinni, 29-30 aprile.
- Palermo, Teatro Biondo, 3-14 maggio.
E' un discreto salasso al portafoglio, ok. Ma ne vale la spesa!
Torino, Teatro Nuovo. Sabato 25 marzo.
E' piuttosto raro che un gruppo che balla solo ed esclusivamente hip-hop faccia degli spettacoli a teatro. Qui in Italia, almeno. Loro sono conosciuti perlopiù dagli appassionati del genere, al momento. Non ancora per molto credo. Sono sicura che faranno strada. (Per la cronaca. Tre di loro sono stati miei insegnanti, eheheh!). In any case. Il divertimento è assicurato.
Per chi era sintonizzato sull'ultima puntata di Zelig, sto parlando dei b-boys che hanno ballato a metà serata circa con la Incontrada. Sarò sincera. So che sabato saranno qui a Torino... ma non sono riuscita a scoprire se ci sono altre date in giro per l'Italia. Se qualcuno è più informato della sottoscritta, batta un colpo!
Torino, Cavallerizza Reale. Dal 7 al 9 aprile.
E qui andiamo sul sofisticato forte. Levaggi è uno dei miei coreografi preferiti, e la Compagnia del BTT ha tra le sue file dei danzatori tecnicamente ottimi. Gli spettacoli sono molto avanguardistici, non di facilissima lettura. Però li trovo veramente belli e ben studiati. E tremendamente di tendenza!
All'inizio di aprile, come ho detto, saranno a Torino con "Alice nel paese delle meraviglie". Ipermoderno. Ovviamente. Quindi seguiranno altri appuntamenti:
- "Jeu d'écarts", Torino, Fonderie Teatrali Limone, 12-13 maggio.
- Biennale di Venezia, 18 e 19 giugno.
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Ok. Ora la pianto. Ma vi avevo avvisati. L'argomento "danza" mi fa diventare logorroica. Prima di chiudere il post, invito tutti coloro che sono a conoscenza di qualcosa di interessante da vedere, in giro per le città italiane (non solo Torino, ci mancherebbe!), a segnalarlo nei commenti. E a completare e commentare le mie segnalazioni, of course!
BUONA PRIMAVERA A TUTTI!
2006/3/8 Il mio capo. Solo lui può mandarmi in "missione speciale", puntualmente, nei momenti meno opportuni. Ad esempio, la sera del mio compleanno. E totalmente in buona fede. Questo è il bello!
Chi conosce l'Uomo Ragno, conosce anche lui. Il fatto è che il mio capo è proprio identico. Anche come aspetto. Non sto scherzando!
Ebbene. Ci è riuscito anche quest'anno. Per la serie. Ieri. Mia mamma è tornata tutta felice con la torta alle meringhe e l'ha messa nel freezer. E io mi sono messa la giacca. Salutando. Vado a lavorare. Ciao.
Ora. Io dico. Ma come si fa a seguire una importantisssssima prima teatrale, se si ha in testa solo l'immagine della family che si sta sbafando la TUA torta di compleanno? Soprattutto mentre TU non sei presente?
... Come? The answer is blowin' in the wind?!?! Ma vàvàvàvàvà (a quel paese)!
E sia. Sono andata a teatro. Non sia mai che, per una volta, io tenti di abbassare la mia frequenza media settimanale di cotali luoghi.
Ironia della sorte, lo spettacolo - gradevole, peraltro - non era uno spettacolo qualunque. Quando improvvisamente mi trovo seduta vicino a signori di una certa età e dall'aria autorevole. Ovviamente muniti di cartella stampa. E, all'apparenza, molto poco inclini a divertirsi. Bene. Crollano tutte le mie certezze. Ma di una cosa resto sicura. QUELLO NON E' UNO SPETTACOLO QUALUNQUE. E, probabilmente, avrei dovuto prevederlo.
Ed è così che mi sono rifugiata sulla mia sedia. Con un severo & pasciuto giornalista a sinistra. E un suo clone a destra. Ho inviato un paio di messaggi di SOS al boy. Poi, con aria seria, ho aggredito la montagna di comunicati che mi aveva appena consegnato il nuovo tizio magro & capelloso dell'ufficio stampa.
Fino a quel momento, l'autore del copione portato in scena era per me soltanto un nome. Un nome tedesco. Dall'aria austera. Visto che il mio capo aveva semplicemente detto: "Gallenca. Mi andresti all'Alfieri? A vedermi questo Sglubstrumgump?". Perlomeno, questo è quanto ero riuscita a intendere. Poi, visto che era il mio compleanno, avevo avuto la lampante idea di non guardare nemmeno di cosa si trattasse veramente. Lo so. Non è affatto professionale. In ogni caso, sono fatti miei.
Dopo aver letto due righe della presentazione, mi è venuto un colpo. Stavo per soffocarmi con la mia stessa saliva. Tipo: "Aaaaargh!". Intanto l'autore non era tedesco, ma austriaco. E fin qui, nulla di grave. Ma veniamo al nome. Arthur Schnitzler. Che, detto così, ricorda poco o niente. Ma se aggiungessi che costui è il tizio che, a suo tempo, scrisse la storia da cui, molti anni dopo, il buon Kubrick ha tratto Eyes Wide Shut? E il titolo in cartellone ieri sera aveva come titolo Girotondo. Sottilmente evocativo. O no?
Ma veniamo alle due righe di presentazione a cui ho accennato prima. "In dieci dialoghi - queste le testuali parole - vengono rappresentate le diverse reazioni che dieci coppie manifestano prima e dopo un incontro amoroso (...) sempre contrassegnato da un completo atto sessuale". Ohibò. "Non solo - continua - si tratta anche di una sorta di catena, ove uno dei due partner dell'incontro amoroso è anche uno dei due protagonisti dell'incontro successivo". Uao.
Ok. Confesso. La scimmia della curiosità si stava appropriando del mio povero cervello. Il problema era un altro. I vicini di sedia! Voglio dire. Due colleghi dall'aspetto assolutamente competente. E visibilmente alle soglie dell'età pensionabile. Di quelli che, a teatro, non applaudono mai. Nemmeno se li pagassero per farlo. E non ridono nemmeno. Specialmente se si stanno divertendo. Chè sono dei rinomati critici teatrali. Eccheccavolo.
Ma non era finita qui. Poco prima dell'apertura del sipario, all'orizzonte compare un tizio. Che si lancia in direzione del Competente Critico alla mia sinistra. E subito assume un'espressione, come dire... lumacheggiante. "Ausvauldouuuuu!!!!!!!!!! - urla tutto giulivo - Ma che piaceureuuuuuuu!!!!!!!!". Cielo. Tizio lumacheggiante a parte. Ha detto "Osvaldo"? Cioè. Ma il Competente Critico alla mia sinistra si chiama Osvaldo? Oddio. Ma non sarà mica Osvaldo Guerrieri, quello della Stampa? Un pesce grosso e pesante. E non solo fisicamente!
Per fortuna si sono spente subito le luci. E si è alzato il sipario.
Ed è così che, mentre la family stava sbafando la MIA torta di nascosto, io ho festeggiato il mio venticinquesimo compleanno. Appollaiata su una poltrona rossa. A vedere uno spettacolo vagamente "eyeswideshuttiano". Con un probabile Osvaldo Guerrieri alla mia sinistra. E il suo clone alla mia destra. Ogni volta che cercavo di applaudire, mi sentivo una giornalista pivella nel giorno del suo compleanno.
Quando si dice
NEL POSTO SBAGLIATO, AL MOMENTO SBAGLIATO! 2006/2/28 Ok. Lo ammetto. Sono in piena depressione post-olimpica. Dipendesse da me, schiaccerei il tasto "rewind". E ricomincerei tutto da capo. In questo momento.
Non c'è da stupirsi. Non appena archiviati i filmati di Fabris e Di Centa con relative medaglie. E trascorse le serate in cui migliaia di torinesi (e non solo!) cantavano a squarciagola l'Inno di Mameli per le vie del centro. Ecco che non si fa più in tempo ad accendere la TV, che subito la tonda facciotta di quella zebra incredibile, che di nome fa Anna Tatangelo, si mi si insinua indebitamente in casa. Provocando incubi e orticarie fulminanti.
E posso assicurare che, a tutti coloro che si sono sparati cerimonie olimpiche-gare-e ancora cerimonie... beh, Sanremo appare un ben misero spettacolo! Per esprimere il concetto con un eufemismo.
Che dire. Non ci resta che ricordare. Perchè una cosa è certa. Meglio un Giorgio Rocca in disces... ehm... caduta libera oggi, che una Anna Oxa appena fuggita dalla clinica psichiatrica domani. Questo è poco ma sicuro.
Medals Plaza. Quella sì che era musica!
Un esempio per tutti. I fantastici concerti "aggratis". Quelli che hanno tenuto i torinesi in coda per settimane & in piedi al freddo per ore. Ora posso confessare l'infamia commessa: io ne ho visti ben QUATTRO! Alla faccia delle liste e dei controlli dei documenti. Il primo l'ho già commentato altrove (vedi qui).
Manca ancora un piccola opinion sugli altri tre. Il concerto più cool è stato senza dubbio quello di Jamiroquai. Very funky. Dalle punte del cappello all'orlo del plaid "antifreddo". La piazza si è trasformata in un enorme dancefloor. E con questo, non c'è altro da aggiungere.
E poi. Anastacia. Una che può permettersi l'abitino animalier anche in piena Olimpiade. Ogni volta che "ruggiva", la si sentiva fino a Porta Nuova. Si è dimostrata anche simpatica e molto socievole. Quindi, un punto in più.
Infine, Avril Lavigne. Purtroppo ha avuto l'infelice idea di proporre una esibizione totalmente acustica. E veramente corta. La ricerca del motivo di questa piccola debàcle mi ha tormentata per giorni. Poi ho visto Dolcenera a Sanremo (urgh!). E, mentre cambiavo canale, ho subito accantonato tutti gli annosi interrogativi.
Collezionisti di Olimpiadi. Le frontiere di un nuovo hobby.
All'inizio la faccenda aveva un alcunchè di paradossale. Anche per noi turinèis olimpicamente invasati. Il fatto è che, per due settimane, dei loschi figuri si sono aggirati ininterrotamente per la città. I famigerati COLLEZIONISTI DI OLIMPIADI.
In prevalenza americani. Tra i quaranta e i cinquant'anni. E dall'aria serafica e bonaria. Tizi che, a ogni sacrosanta Olimpiade, si prendono il mal di pancia di raggiungere le città ospitanti. E, una volta lì, passano giorni e giorni a vagare senza meta. Fotografando ogni cosa, filmando, prendendo appunti. E soprattutto comprando. Qualsiasi cosa. Gadget, souvenir improbabili, artigianato locale. E cercando di sottrarre i pass ai volontari. Magari barattandoli con qualche cimelio di Atene o di Lillehammer.
Per non dimenticare i giapponesi. Impossibile non riconoscerli. Dei veri e propri gadget-men, marchiati "Torino 2006" dalla testa ai piedi. E poi ci si chiede perchè gli Olympic Store siano rimasti a secco di merce!
Home sweet home...
Altro tormentone Olimpico ad alto tasso di "infestanza". Le famigerate CASE. Casa Canada, Casa Sassonia, Casa Russia, Casa Olanda. Tanto per citare le più "famose". Dei luoghi in cui alcune squadre partecipanti, opportunamente supportate dagli sponsor, ricevevano e intrattenevano gli ospiti. Ognuno a suo modo. Alcuni offrendo cibo e sbevazzo, altri vendendo gadget, altri esponendo foto e proiettando filmati.
Più la coda all'ingresso era nutrita, più i turinèis morivano dalla voglia di entrare. Ovviamente. Tra gli oggetti più ricercati, i fantomatici inviti elargiti da una famosa marca di birra made in USA. Servivano per entrare nella spettacolare discoteca-piramide che gli americani avevano montato sulle rive del Po. Una roba veramente "vipposa", a quanto pare. E ad accesso ristrettissimo. Uaoooo!
In any case. Durante i miei vagabondaggi, mi sono intrufolata:
- nella tranquilla Casa Korea, ad ammirare le foto delle loro vittorie olimpiche e i filmati dei loci amoeni del Sol Levante. Sorseggiando una tazza di tè verde, of course!
- a Casa Russia, a comprare magliette piene di mascotte orecchiute.
- a Casa Sassonia, saltando la coda con l'inganno. In pratica, una tizia tedesca - amica di amici - mi ha introdotta "a sgamo", dicendo non so cosa all'energumeno di guardia. Purtroppo, una volta dentro, ho scoperto che avevano esaurito tutti i wurstel.
- a Casa Svizzera, dove sono stata più volte a gozzovigliare con raclette & vinello.
Senza contare tutte le volte che sono andata al Villaggio Sponsor. A racimolare campioncini di cremine & CocaCole varie. Sempre a orari improbabili, ovviamente. Non male, direi!
I vippps? Ma sono tutti qui!
Gli avvistamenti di vip più o meno famosi, nemmeno si contano.
(Qualcuno sostiene anche di aver visto un UFO svolazzare sopra la fiamma olimpica! Ma questa è un'altra storia...).
Consuetudine vuole che il torinese doc sia molto discreto. Ossia. Il vip non deve essere mai molestato. Deve poter entrare in un qualsiasi negozio. A comprare, che so, un paio di ciabatte. O in un caffè a prendere un aperitivo. E non deve mai essere importunato con assillanti richieste di autografi e/o foto.
Ed è per questo motivo che alcuni personaggi famosi (non le star di Hollywood, ovviamente!) spesso se ne vanno a spasso soli soletti per la città. Con un paio di occhiali da sole, al limite. Ad esempio. Chi non si è mai imbattuto nella Littizzetto, alle prese con la scelta dei cuscini nuovi per il sofà? O in qualche calciatore in libera uscita? O in Chiambretti che accompagna nel proprio ristorante qualche donna decisamente più alta di lui?
Qualche sera fa ho fatto un incontro in pieno stile "nazional-Leofreddesco". Ho pinzato la Amanda Sandrelli, con famiglia al seguito. Stavo per salire in macchina, alla fine di una serata col boy. Si accosta una innocua e anonima vettura. Si abbassa il finestrino. E il guidatore urla:"Per caso ve ne state andando?". Mi volto.
Caspita. Ma quella faccia l'ho già vista da qualche parte. Ma... Cielo! E' il marituzzo della Sandrelli figlia! Quello che va sempre a raccontare i fatti suoi all'Italia sul Due! E la sciùra seduta a fianco è proprio la Sandrelli figlia! E c'è anche tutta la prole che frigna sul sedile posteriore!
"Fab! - urlo al boy - ma hai visto chi sono?" "Chi?!?!", risponde lui. "Quelli della macchina", incalzo io. "Ma... Gis, sono tuoi cugini, per caso?" "Faaaab! Ma hai mai visto la Leofreddi con tua madre?!?!" (urgh!)
Il marituzzo della Sandrelli figlia, intanto, ghigna. Con la testa fuori dal finestrino.
FIGURA DI MEEENTA!!!
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The End
(la storia finisce qui...o no?)
Nel frattempo, comincio a organizzarmi per Vancouver 2010! 2006/2/22 Ma cos'è una vacanza a Ibiza, in confronto all'Olimpiade? Ok, lì fa caldo. Ok, lì c'è il mare. Ok, lì è la capitale della vida loca. Ora. Non ho la benchè minima idea di come Torino - con tutti i suoi annessi & connessi - sia percepita in questo periodo dall'esterno. Dal resto dell'Italia, in particolare.
Ma una cosa è sicura. Qui non si dorme. Mai. E da più di una settimana! E' un continuo vagare da una gara, a un giro di shopping, a un aperitivo, a un party. E intanto si fa mattina. Inutile fare ulteriori precisazioni su come si sia trasformato il mio ritmo di sonno e veglia. Tanto più che non sono in vacanza al 100% (il mio capo non si disattiva mai, grrr...).
Però è tutto molto, ma molto, divertente. Una "botta di vita" senza precedenti. E non posso nascondere che sono davvero contenta! E non sono la sola...
L'invasione degli "olimpiciu". Nuove mode & nuovi trend, made in Torino
Ci sono alcuni indispensabili elementi, ai quali un vero trendsetter torinese non può assolutamente rinunciare. Ad esempio:
--> Non hai mai assaggiato il bicerìn? Ma dove vivi?!?!
--> Non sei mai entrato alla Medals Plaza? Sei pigro. Dormivi invece di fare la coda. Fine della storia.
--> Non hai il pass del Toroc? Non hai fatto il volontario? Beh... nessun turista vorrà scattare foto con te. E dovrai perfino pagare il pullman.
--> Non hai ancora provato la nuova metro? Cosa ti sei perso...
--> Non conosci le regole del curling, dell'hokey e della combinata nordica fin nei minimi particolari? Sei un pisquano. Hai visto la Maria de Filippi invece delle gare. E questo è grave.
--> Non hai almeno una pin olimpica? Naaaa... questo non è proprio possibile!
--> E per finire. Non hai ancora tirato fuori dall'armadio il cappello da snowboard (sì, quello con le corna vichinghe), la giacca da sci (in caso di neve) e gli scarponi di pelo (in pieno yeti-style)? Ma... sei out!!!
Dimenticavo. Ce l'hai la bandierina italiana appiccicata alla guancia?
Fine 1° Tempo
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Ok. Le storie da raccontare sono davvero molte. Il mio tempo libero, al contrario, è pochissimo. Per oggi devo fermarmi qui... Ci vediamo domani! Gis 2006/2/14 Un po' di sano gossip olimpico è proprio quello che ci vuole. Eccheccavolo! Nella fattispecie, qualche interessantissimo spettegulès sulla Cerimonia di Apertura. Giusto per mettere un "punto e a capo" alla faccenda. Che poi ci sono altri trentamila argomenti su cui questionare...
Intanto. Prima di aggredire questa pagina, vi consiglio caldamente di formarvi una certa cultura "di background". Il blog della sorellonza potrebbe essere utile, a tal proposito.
Ok. Ora passiamo alle cose serie.
Enciclopedia del "costumino"
Come qualcuno mi ha acutamente fatto notare, l'aspetto del volontario "tipo", durante lo svolgimento delle Cerimonie, ricordava quello del lactobacillus dello yogurt. Se poi si considera che nel backstage vagavano senza meta più di quattrocento creature di questa specie... beh, è facile immaginare quanto i camerini fossero simili a un vasetto di Actimel!
Il "discreto" abitino era composto da più parti. Le quali parti andrò ora a presentare.
1) Il PANTACOLLANT "CONTENITIVO". Bridget Jones ce l'avrebbe invidiato. Eccetto che per il colore. Uno sgargiante arancio-fuxia, che in scena creava un bellissimo effetto cromatico. Fuori, invece, un po' meno.

2) L'ARGENTEO BODY. Uno strumento di tortura. Specialmente se indossato da un essere di sesso maschile.

3) La TUTA-PIGIAMA. L'elemento decisivo, a causa del quale sembravamo usciti da uno spot dell'Actimel. Per l'appunto.

4) Il PONCHO DI CELLOPHANE. Talmente ampio che non ci sta nella foto.

5) L'indispensabile BAG, in cui riporre con cura tutto il "kit del volontario". Nonchè il mitico cellulare, con cui sono riuscita ad aggiornare il blog mentre stavo per entrare in scena.

6) Infine, la componente più atroce. Il CAMAURO. Un copricapo che strizza i cervelli, come neanche Morelli in persona riuscirebbe a fare.

Il tutto era completato da scarpe pseudo-molleggiate, torcia da fronte in perfetto "minatore-style" e spade da Jedi. Queste ultime erano l'accessorio più cool. Infatti non ce le hanno lasciate.
Il podio del "maschio olimpico"
La maggior parte del tempo passato ad attendere con pazienza il proprio turno è stato ammazzato. Con una folkoristica attività. La "caccia alla foto".
Diciamo che la categoria dei lactobacillus era... inflazionata. Per quanto "esotici", infatti, eravamo considerati banali (per forza, eravamo una mandria invasiva!). Ergo, nessuno ci cercava per qualche scatto ricordo.
Io e la sorellonza, però, ci siamo applicate. Dovevamo assolutamente farci fotografare con il maggior numero possibile di persone vestite in modo improbabile. Ovviamente, la foto era tanto più preziosa quanto più rara. Di conseguenza, era necessaria una classifica di riferimento. Ed è qui che è stato creato il fantomatico PODIO DEL "MASCHIO OLIMPICO".
La medaglia d'oro, ossia la preda più ambita, sarebbe stata l'UOMO FUTURISTA. Roberto Bolle. Un tizio ricorrente, specialmente per chi, come me, scrive recensioni di danza. Inutile dire che il suo camerino era stato posizionato in un luogo ignoto. E fuori dalla portata di ogni singola volontaria. Il risultato è matematico. Nessuna lactobacillus-girl ha la foto in compagnia di Bolle (e se per qualche ignoto motivo ce l'ha, si guarda bene dal divulgarlo).

Foto tratta da www.nbcolympics.com
La medaglia d'argento è stata assegnata agli "SCINTILLONI". Per i profani, quei pattinatori alti e incredibilmente spessi che se ne andavano in giro con il lanciafiamme sulla schiena. Durante le prove, li vedevamo dappertutto. Il pomeriggio prima dello spettacolo, invece, sembrava che si fossero dissolti nel nulla. In any case. Se una qualche non meglio precisata lactobacillus-girl fosse riuscita a farsi fotografare con gli "scintilloni", sappia che è una gran... zebra!
Foto tratta da www.nbcolympics.com
La medaglia di bronzo è stata assegnata all'unanimità a MISTER "BRACCIO DESTRO". Ossia, Bryn. Colui che, in ordine di importanza, veniva dopo Doug Jack. Insomma, il vice-capo. Un vero e proprio lord inglese. Gentile, a modo, gran lavoratore. E perfino di bella presenza. Ma incredibilmente taccagno, per lo meno quando si trattava della sua preziosa immagine. Riuscire a "brincare" il Bryn per una foto, infatti, era un'impresa titanica.
(E a questo punto, è necessario che io "sputi il rospo". Come si suol dire. Ma, grazie al cielo, non è un rospo scabroso. Io, questo fantomatico Bryn, lo conoscevo già da prima delle Olimpiadi. Una volta, infatti, l'ho intervistato. Lui stava facendo il testimonial per una scuola di danza. E il mio capo aveva inviato la sottoscritta, per cercare di estirpargli a tradimento qualche anticipazione sull'Olimpiade. All'epoca lui stava imparando a parlare l'italiano. Il problema è che aveva ancora qualche difficoltà nella... comprehension. Fattostà che, quando mi sono presentata, lui ha comiciato a cercare di evitarmi. Cradeva forse che fossi una fan psicopatica? Maybe. Alla fine mi sono salvata in corner. La direttrice della suddetta scuola di danza è provvidenzialmente intervenuta. E gli ha spiegato che ero una giornalista, e che non avevo nessuna intenzione di molestarlo. Vabbè. Diciamo che la cosa è stata "leggermente" imbarazzante. Per entrambi. Comunque l'intervista c'è stata, ed è andata bene! Anche se non sono riuscita ad ottenere le informazioni top-secret che stavano così tanto a cuore al mio capo).
Ad ogni modo. Fonti attendibili riferiscono che qualche lactobacillus-girl molto scaltra & veloce possiede la foto in compagnia del vice-capo in questione. Ma le suddette fanciulle si possono contare sulle dita di una mano monca. Per quanto mi riguarda....
FOTO NON PERVENUTA
Insomma. In mancanza di celebrità con cui farci immortalare, abbiamo optato per i comuni mortali. Diavoli & demonietti vari (A proposito... ma il lactobacillus non serviva a uccidere i "demoni" intestinali? Urgh...), Uomini-mucca, Kung-fu fighters e Conti Ristori dei poveri...
(Le fotine le lascio tutte al fondo del post).
Last but not least...
Una "chicca" dal gusto tipicamente pinkolympik, che non ha assolutamente nulla a che vedere con le Cerimonie. L'altro ieri ho segnalato un primo caso di "malvestitismo" olimpico. Diciamo... una tizia che passava a Torino non per caso. Ho ritenuto opportuno chiamare in causa un'esperta del settore, anche per non appesantire troppo questo post già sufficientemente kilometrico.
La mia segnalazione è stata giudicata "gustosa". Ed è stata pubblicata QUI! 2006/2/11 Per chi si fosse perso la diretta televisiva di ieri sera...

...un assaggio del big show è qui!!!
(clicca per vedere il segmento dove ho ballato io)
Filmato pubblicato su www.media.rai.it Foto pubblicata su www.nbcolympics.com
Altro materiale è disponibile su:
Nel frattempo, sto lavorando per aggiungere nuovo materiale! 2006/2/10 .. Sono stanca morta! A domani, gente!
30 secondi fa ero sotto i piedi della Irene Grandi... Sto per entrare in scenaaaaaa!!! (E grazie alla tecnologia mobile posso dire in tempo reale, a tutto il web, che... HO PAURA!). A fra poco ;-)
Make up finito... Ora uno spuntino veloce, e poi... FOTO RICORDO :-) (Uaoooo!)
Ok. La prima fase (cruciale davvero!) è in pieno svolgimento. Ho superato i controlli all'ingresso, e subito ho notato una certa agitazione. Sono stata letteralmente "infilata" in camerino, con tanto di sarte e parrucchiere con l'espressione da avvoltoio... Beh, sono sopravvissuta. Almeno per ora!
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